INSIEME SI FA! Pellegrini di Speranza

Il 2 Marzo 2025, una rappresentanza della Presidenza diocesana di AC ha partecipato all’evento interassociativo ed interdiocesano ad Alassio, che ha visto radunarsi più di 700 persone, fra bambini, ragazzi, educatori e capi scout. 

 

AgesciAC

 

Questa è stata un’occasione eccezionale per i nostri territori sotto molteplici aspetti, primo fra tutti il grande numero di partecipanti previsti, che hanno “occupato” festosamente la cittadina ligure, finendo di festeggiare insieme al palazzetto dello sport. Ma i numeri non sono mai tutto: questo evento culmina un percorso di quattro anni che ha visto Capi scout ed Educatori associativi delle due diocesi di Ventimiglia-Sanremo ed Albenga-Imperia formarsi insieme.

 

Papa Francesco ci ha ricordato più volte come oggi la missionarietà sia l’indirizzo imprescindibile dell’evangelizzazione e dell’azione pastorale: o la Chiesa è missionaria, oppure non ha senso come tale. Il Papa ci ha avvertiti sin da subito della difficoltà di questa sfida: molte delle nostre realtà, anche associative, sembrano ferme, prive dello slancio necessario alla partenza missionaria, assopite ed incancrenite in prassi e strutture spesso autoreferenziali. Per tornare a muoverci per incontrare l’altro, il Papa ci ha spesso spronati a convertirci: non significa banalmente correggere il tiro o aggiustare qualche cosa, ma girare lo sguardo altrove, fare cose completamente nuove. Questo invito richiede massima elasticità e capacità di cambiamento: le prime ad essere messe in discussione sono proprio le prassi a cui siamo abituati, i nostri modi di fare le cose, ciò che abbiamo imparato. 

 

Durante questi anni di cammino insieme, abbiamo tentato, insieme all’Agesci, di iniziare un cammino di conversione missionaria ed abbiamo pensato fosse bene iniziare dalle persone alle quali affidiamo ogni giorno la responsabilità dell’Annuncio e della formazione delle coscienze. Educatori e Capi si sono incontrati intorno a temi fondanti la loro vocazione per imparare e discuterli insieme: questo ha significato impegnarsi a muoversi, fisicamente e spiritualmente. Bisogna ammettere che è stato faticoso: è molto più facile e comodo rimanere nel proprio cantuccio, sicuri tra le cose che si sono sempre fatte e nelle quali sicuramente si è diventati dei veri esperti. Siamo anche convinti che non si sia diventati dei missionari perfetti, che vivono pienamente l’uscio delle nostre comunità, pronti ad accogliere ed a mischiarsi con chi vive fuori. 

 

Quello che però portiamo a casa è la sicurezza che questa sia la strada da percorrere e che testimoniare il Vangelo sia estremamente più bello da fare insieme. Per cui non vediamo l’ora di lavorare con l’Agesci sui nostri piccoli territori, nelle parrocchie, sempre al servizio della realtà che dipinge il nostro quotidiano. Impariamo a conoscerci, a condividere il cammino riconoscendo gli sguardi dell’altro e così faremo di ogni incontro una vera Pasqua. 

 

 

Daniele Maria Stancampiano